Base di conoscenze · materiali in circolo

Cinque metalli, un solo ciclo

Una base di conoscenze di settore sulla produzione, sul mercato e sul riciclo dei principali metalli non ferrosi e sul commercio di rottami e rifiuti.

01 – Metalli non ferrosi

I materiali del settore

Rame Cu29

Rame

Il metallo dell’elettrificazione e della transizione energetica, riciclabile al 100% senza perdita di proprietà. Nel 2024 la produzione mondiale di rame raffinato ha raggiunto circa 27,5 milioni di tonnellate (ICSG); grazie a KGHM, la Polonia è uno dei principali produttori di rame in Europa.

Alluminio Al13

Alluminio

Leggero e riciclabile all’infinito. Il riciclo dell’alluminio consente di risparmiare circa il 95% dell’energia della produzione primaria (International Aluminium Institute) e oltre il 90% del metallo viene recuperato dai veicoli fuori uso (European Aluminium).

Piombo Pb82

Piombo

Il più riciclato tra i metalli di uso comune. In Europa viene riciclato circa il 99% delle batterie al piombo-acido e la produzione secondaria rappresenta circa il 70% dell’offerta mondiale di piombo (International Lead Association).

Zinco Zn30

Zinco

Protegge l’acciaio dalla corrosione (zincatura), prolungando la vita delle infrastrutture. È riciclabile all’infinito e circa il 30% dello zinco in uso proviene dal riciclo (International Zinc Association).

47 Ag

Argento

Un metallo di importanza cruciale per l’elettronica e il fotovoltaico. Nel 2024 la domanda industriale di argento ha raggiunto il record di 680,5 milioni di once, di cui circa il 29% dal fotovoltaico (The Silver Institute). In Polonia l’argento è un sottoprodotto della metallurgia del rame – KGHM è tra i maggiori produttori di argento al mondo.

Dall’atomo all’economia: proprietà, mercati, riciclo e importanza strategica di rame, alluminio, zinco, piombo e argento nel XXI secolo.

Viviamo nell’era dei metalli non ferrosi senza rendercene conto. Se il ferro e l’acciaio costituiscono lo scheletro dell’economia, i metalli non ferrosi ne sono il sistema nervoso e circolatorio: conducono energia e informazioni, proteggono le strutture dalla corrosione, immagazzinano l’elettricità, consentono la miniaturizzazione dell’elettronica e scandiscono il ritmo della transizione energetica. Raramente li vediamo – ed è proprio per questo che è tanto più importante comprenderne il ruolo.

Questo studio accompagna il lettore dalla scala atomica (le proprietà fisiche che rendono questi metalli insostituibili), attraverso la scala industriale (produzione, mercati, riciclo), fino alla scala geopolitica (la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime in Europa). Li accomuna una caratteristica che distingue i metalli da quasi tutti gli altri materiali: la capacità di essere riciclati all’infinito senza perdita di proprietà – il fondamento dell’economia circolare.

01

Che cosa sono i metalli non ferrosi – una mappa della famiglia

Per «metalli non ferrosi» si intendono tutti i metalli e le loro leghe, a eccezione del ferro e dell’acciaio. La famiglia viene solitamente suddivisa in tre gruppi. Al centro dell’economia europea e polacca si trovano i «cinque grandi»: rame, alluminio, zinco, piombo e argento.

Metalli di base

Rame, alluminio, zinco, piombo, stagno, nichel – la spina dorsale dell’industria.

Metalli preziosi

Argento, oro, metalli del gruppo del platino – valore elevato e resistenza chimica.

Metalli minori e speciali

Oltre 45 elementi con applicazioni specializzate nelle alte tecnologie.

La dimensione economica di questo settore è spesso sottovalutata. L’industria europea dei metalli non ferrosi e del riciclo genera un fatturato annuo di oltre 120 miliardi di euro e impiega circa 500.000 persone, fornendo materiali a quasi tutti gli altri settori – dall’edilizia e dall’industria automobilistica fino all’energia, all’elettronica e alla difesa. Ciò che accomuna tutti questi metalli è la permanenza chimica: un atomo di rame resta un atomo di rame, indipendentemente da quante volte lo si rifonda.

Per questo il settore moderno viene riassunto in un’unica espressione – «cinque metalli, un ciclo»: una materia prima estratta una volta può circolare nell’economia praticamente per sempre.
Rame Cu29
Il metallo rosso dell’elettricità
02 · Rame

Se il XXI secolo sarà il secolo dell’elettricità, il suo metallo sarà il rame. È il rame a condurre la corrente nelle reti, nei motori, negli apparecchi e nei veicoli – con un’efficienza che, tra i metalli industriali, soltanto l’argento, molto più costoso, riesce a eguagliare. Il metallo rosso accompagna l’umanità da oltre diecimila anni, ma il suo ruolo più importante si sta delineando solo ora: senza rame non c’è elettrificazione, né energia rinnovabile, né digitalizzazione.

Proprietà

Il rame (Cu) è il riferimento per la conducibilità elettrica. L’International Annealed Copper Standard (IACS, 1913) fissa al 100% la conducibilità del rame ricotto di riferimento (58,0 MS/m a 20 °C); il moderno rame elettrolitico (ETP) raggiunge circa il 100–101% IACS e il rame di massima purezza circa il 103%. Tra tutti i metalli, soltanto l’argento – molte volte più costoso – conduce l’elettricità meglio del rame. A ciò si aggiungono un’eccellente conducibilità termica, un’eccezionale duttilità, la resistenza alla corrosione (una patina protettiva) e naturali proprietà antimicrobiche. Il rame è inoltre la base delle leghe più importanti nella storia della tecnica: il bronzo (con lo stagno) e l’ottone (con lo zinco).

Dall’età del rame all’era dell’elettricità

Il rame fu uno dei primi metalli padroneggiati dall’uomo – il suo impiego risale a oltre diecimila anni fa e il periodo del suo predominio è noto come età del rame (Calcolitico). Lo stesso nome – dal latino cuprum – deriva da Cipro, antico centro minerario. Unendo il rame allo stagno si ottenne il bronzo, che diede il nome all’età successiva. La sua vera rinascita arrivò però con l’elettricità: dai tempi di Faraday ed Edison fu proprio il rame – come conduttore – a diventare il sistema nervoso e circolatorio del mondo industrializzato.

Mercato e produzione – geografia e prezzi

La produzione mineraria mondiale di rame è di circa 23 milioni di tonnellate all’anno, mentre la produzione raffinata è di circa 27 milioni di tonnellate. Il leader indiscusso è il Cile (circa 5,3 Mt e le maggiori riserve al mondo – circa 190 Mt), mentre ai primi posti figurano la Repubblica Democratica del Congo (circa 3,3 Mt) e il Perù (circa 2,6 Mt); nella raffinazione domina la Cina. Le riserve mondiali sono stimate in circa 1 miliardo di tonnellate.

Il rame è uno dei più importanti barometri dell’economia – poiché il suo prezzo è molto sensibile al ciclo economico, viene soprannominato «Dr Copper». Il prezzo medio al London Metal Exchange (LME) nel 2024 è stato di circa 9.000–9.200 USD per tonnellata, con un record di circa 11.100 USD/t nel maggio 2024; nel 2025–2026 i prezzi hanno toccato nuovi record (oltre 12.000 USD/t) in un contesto di tensioni sull’offerta e di crescente domanda legata alla transizione energetica.

Applicazioni – dove si impiega il rame

Il profilo di impiego del rame riflette la sua natura di conduttore. Secondo l’International Copper Association, la quota maggiore va al settore energetico – generazione e trasmissione (circa il 44%); seguono l’edilizia (circa il 20%), le apparecchiature elettriche e l’elettronica (circa il 14%), i trasporti (circa il 12%) e altri beni (circa il 10%). Nell’edilizia si tratta di impianti elettrici, impianti idraulici e coperture durevoli; nell’elettronica – di piste dei circuiti e contatti; nei trasporti – di motori, cablaggi e sistemi di ricarica. Quanto più l’economia è elettrificata, tanto più rame le occorre.

Il rame nella transizione energetica

Ogni tecnologia di decarbonizzazione è «affamata di rame». Un veicolo elettrico contiene da due a quattro volte più rame di uno a combustione (motore, batteria, inverter, cablaggio, caricatore). Gli impianti eolici e fotovoltaici richiedono 2,5–7 volte più rame delle fonti convenzionali, e interi sistemi elettrici basati sulle rinnovabili – secondo alcune stime – fino a 6–12 volte di più. La portata della sfida è enorme: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, i progetti annunciati copriranno entro il 2035 solo circa il 70% del fabbisogno di rame, e alcune analisi indicano la necessità di avviare fino a 194 nuove miniere entro il 2050 – il che fa del rame uno dei «colli di bottiglia» della transizione globale.

Riciclo e ciclo secondario

Dal punto di vista dell’economia circolare il rame è un metallo quasi ideale: può essere riciclato all’infinito senza perdita di proprietà. Oltre il 30% della domanda mondiale è già coperto da materiale secondario (ICSG: circa il 32%), e lo stock di rame accumulato nelle infrastrutture, nei veicoli e negli apparecchi – la «miniera urbana» – equivale a circa 33 anni di produzione mondiale. Il riciclo consuma molta meno energia della produzione da minerale; con la crescente ondata di rottami il suo ruolo aumenterà rapidamente – secondo l’IEA la quota dell’offerta secondaria dovrebbe avvicinarsi a circa il 40% entro il 2050. È un ambito direttamente legato all’attività di molti soci della Camera.

Il rame come materia prima strategica

Una domanda crescente e strutturalmente esposta al deficit ha fatto del rame una questione di politica delle materie prime. Il Regolamento UE sulle materie prime critiche (CRMA, 2024) ha classificato il rame come materia prima strategica e ha fissato obiettivi per il 2030: almeno il 10% del fabbisogno dell’UE dall’estrazione in Europa, il 40% dalla trasformazione e il 25% dal riciclo, limitando al contempo la dipendenza da un singolo fornitore extra-UE a un massimo del 65%. La Commissione europea indica esplicitamente il rame estratto in Polonia come fonte UE di questa materia prima. L’importanza strategica è rafforzata dalla forte concentrazione dell’offerta (Cile, RD del Congo, Perù) e dai lunghi tempi – oltre un decennio – necessari per avviare nuove miniere.

Il rame, l’uomo e la vita quotidiana

Il legame del rame con l’uomo è anche biologico. Il rame è un oligoelemento essenziale: l’organismo di un adulto ne contiene solo circa 80–120 mg, con un valore di riferimento per l’assunzione alimentare di circa 1,3–1,6 mg/giorno. Partecipa alla produzione di energia nelle cellule, alla formazione del tessuto connettivo e dei vasi sanguigni, al trasporto del ferro e al funzionamento del sistema nervoso e immunitario. Le superfici in rame e in leghe di rame hanno proprietà antimicrobiche documentate – sempre più sfruttate dove l’igiene è importante. Nel nostro ambiente quotidiano il rame è onnipresente: chilometri di cavi in ogni casa, impianti e tubazioni, motori negli elettrodomestici, piste nell’elettronica, contatti nei caricatori, oltre a monete, strumenti musicali e pentole.

~23 Mtproduzione mineraria mondiale
100% IACSriferimento per la conducibilità
~44%quota del settore energetico negli impieghi
~32%rame riciclato
~34 Mtriserve della Polonia (USGS)
2,5–7×più Cu nelle rinnovabili
Paese Estrazione 2024 (Mt) Riserve (Mt) Note
Cile~5,3~190Primo produttore al mondo e maggiori riserve
RD Congo~3,3~80Produzione in rapida crescita
Perù~2,6~120Tra i principali produttori mondiali
Cina~1,8~41Dominante nella produzione raffinata (fusione)
Polonia~0,41~34KGHM; bacino LGOM; riserve tra le maggiori al mondo
Mondo (dati arrotondati)~23 / 27~1.000Forte concentrazione geografica dell’offerta

Fonte: U.S. Geological Survey, Mineral Commodity Summaries 2025; International Copper Study Group (dati 2024, arrotondati).

Settore Quota mondiale Applicazione
Energia – generazione e trasmissione~44%Reti, trasformatori, cavi di potenza
Edilizia~20%Impianti elettrici, idraulica, coperture
Apparecchiature elettriche ed elettronica~14%Motori, dispositivi, circuiti stampati
Trasporti~12%Veicoli, compresi quelli elettrici (2–4× più rame)
Altro~10%Monete, strumenti, elettrodomestici, sculture, pentolame

Fonte: International Copper Association (struttura dell’utilizzo globale, valori indicativi).

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

La Polonia è tra i principali produttori di rame al mondo – grazie a KGHM Polska Miedź e al Bacino cuprifero di Legnica-Głogów (LGOM, circa 416 km²). Il giacimento è coltivato dalle miniere di Lubin, Polkowice-Sieroszowice e Rudna, mentre la lavorazione è affidata alle fonderie di Głogów I, Głogów II (con un pionieristico forno di fusione flash) e Legnica e al laminatoio di vergella Cedynia. Il risultato sono catodi di grado A con una purezza del 99,99% (i marchi HMG-S, HMG-B e HML quotati al LME), mentre argento, oro, piombo e nichel sono sottoprodotti. Le riserve nazionali (circa 34 Mt secondo l’USGS) collocano la Polonia tra i maggiori detentori al mondo, e la produzione di rame pagabile del Gruppo KGHM supera le 700.000 tonnellate all’anno. La Camera rappresenta questo potenziale a livello nazionale ed europeo.

Il metallo rosso che conduce l’elettricità meglio di quasi ogni altro è oggi una condizione indispensabile dell’elettrificazione – e la Polonia è tra i suoi leader mondiali.
Alluminio Al13
Leggerezza · impronta pesante · riciclo infinito
03 · Alluminio

L’alluminio è un metallo di paradossi. È il metallo più abbondante nella crosta terrestre, eppure anche un materiale ad alta tecnologia; produrlo dal minerale è uno dei processi più energivori dell’industria, ma una volta ottenuto può circolare nell’economia all’infinito, richiedendo per il riciclo solo una frazione dell’energia originaria. Sono proprio queste tensioni – tra leggerezza e intensità energetica, tra l’impronta pesante della produzione primaria e una circolarità quasi perfetta – a fare dell’alluminio uno dei metalli più importanti e affascinanti del XXI secolo.

Proprietà

L’alluminio combina caratteristiche che raramente si trovano insieme in un unico metallo. La sua densità (circa 2,7 g/cm³) è pari a circa un terzo di quella dell’acciaio, eppure le leghe di alluminio raggiungono un’elevata resistenza meccanica. Un sottile strato di ossido che si forma spontaneamente garantisce la resistenza alla corrosione; il metallo è amagnetico, riflette bene la luce e il calore, non è tossico e la sua conducibilità elettrica (circa il 61% IACS) supera quella del rame a parità di massa – ed è per questo che l’alluminio viene impiegato nelle linee di trasmissione aeree. Il basso punto di fusione (660 °C) facilita la colata e il riciclo.

La catena del valore: bauxite → allumina → alluminio

Il percorso dalla roccia al metallo si articola in due fasi ed è energivoro. Dapprima il processo Bayer trasforma la bauxite in allumina, poi il processo Hall-Héroult (sviluppato nel 1886) estrae l’alluminio puro mediante elettrolisi dell’allumina fusa. Le proporzioni sono eloquenti: da circa 4–5 tonnellate di bauxite si ottengono 2 tonnellate di allumina e 1 tonnellata di alluminio.

Bauxite AlluminaBayer AlluminioHall-Héroult Riciclo

La geografia della catena è fortemente concentrata. La Guinea detiene le maggiori riserve di bauxite (circa 7,4 miliardi di t), mentre tra i principali produttori figurano anche l’Australia e la Cina; la Cina domina sia la raffinazione dell’allumina sia la fusione primaria. Questa concentrazione – di materia prima, energia e capacità di trasformazione – è oggi uno dei principali fattori di rischio per l’industria europea.

Famiglie di leghe – dalla serie 1xxx alla 8xxx

L’alluminio puro è tenero; la sua utilità è determinata dalle leghe. Il sistema internazionale di designazione suddivide le leghe da lavorazione plastica nelle serie da 1xxx a 8xxx, in base all’elemento di lega principale. La scelta delle aggiunte consente di «progettare» il metallo per un’applicazione specifica – dal morbido foglio sottile alle leghe aeronautiche con la resistenza dell’acciaio.

SerieElemento di lega principaleApplicazioni tipiche
1xxxAlluminio puro (≥99%)Elettrotecnica, fogli sottili, industria chimica
2xxxRame (Cu)Aerospaziale (duralluminio), alta resistenza
3xxxManganese (Mn)Lattine, scambiatori di calore, coperture
4xxxSilicio (Si)Filo per saldatura, pistoni
5xxxMagnesio (Mg)Navale, automobilistico, serbatoi
6xxxMagnesio + silicio (Mg-Si)Profilati estrusi, edilizia, automobilistico
7xxxZinco (Zn)Aerospaziale, strutture ad alta resistenza
8xxxAltri (litio, ferro)Fogli sottili, leghe Al-Li (aerospaziale)

Fonte: sistema internazionale di designazione delle leghe di alluminio (Aluminum Association).

Mercato e produzione – il predominio della Cina e i prezzi

L’alluminio è – dopo l’acciaio – il secondo metallo più prodotto al mondo. La produzione primaria mondiale nel 2024 è stata di circa 72,7 milioni di tonnellate, ed è guidata in modo schiacciante dalla Cina (circa il 59%), che dal 2017 mantiene un tetto amministrativo alla capacità produttiva di circa 45 milioni di t all’anno.

PaeseProduzione 2024 (Mt)QuotaNote
Cina~43~59%Dominante; tetto di capacità ~45 Mt (dal 2017)
India~4,2~6%Produzione in rapida crescita
Russia~3,8~5%Grande esportatore
Canada~3,3~5%Energia idroelettrica – alluminio a basse emissioni
EAU~2,7~4%Alimentazione a gas; grande esportatore
Mondo (dati arrotondati)~72,7100%Forte predominio cinese

Fonte: International Aluminium Institute; U.S. Geological Survey (dati 2024, arrotondati; quote stimate).

Il prezzo dell’alluminio al LME nel 2024 si è mantenuto intorno a 2.400–2.600 USD/t. Va sottolineato che la redditività della fusione dipende soprattutto dal costo dell’energia elettrica – per questo le fonderie vengono localizzate dove l’energia costa poco e, sempre più spesso, dove è a basse emissioni di carbonio.

Applicazioni e transizione energetica

Il profilo di impiego dell’alluminio è definito dai suoi due settori principali – trasporti ed edilizia – seguiti da imballaggi, apparecchiature elettriche e macchinari. Nei trasporti conta la leggerezza: un’auto, un treno o un aereo più leggeri consumano meno energia durante l’intero periodo di utilizzo, ed è per questo che l’alluminio è un pilastro della decarbonizzazione dei trasporti e dell’elettromobilità. Nelle energie rinnovabili costituisce i telai dei moduli fotovoltaici e i conduttori delle linee di trasmissione aeree; nell’edilizia – facciate, serramenti e coperture; negli imballaggi – lattine e fogli sottili con i più alti tassi di riciclo. Quanto più l’economia è verde ed elettrificata, tanto maggiore è il suo fabbisogno di alluminio.

Intensità energetica e decarbonizzazione

Il prezzo da pagare per le proprietà dell’alluminio è l’intensità energetica della produzione primaria – circa 186 GJ per tonnellata (in Europa circa 140 GJ/t). L’impronta di carbonio media mondiale è di circa 14,8 t CO₂ per tonnellata di metallo, ma questo valore nasconde un’enorme dispersione a seconda della fonte energetica: da circa 2–4 t con l’energia idroelettrica a circa 16–20 t con il carbone. In un’epoca in cui le emissioni hanno un prezzo, l’impronta di carbonio diventa quindi una variabile competitiva fondamentale.

Fonte energetica della fonderiaImpronta di carbonio (t CO₂/t Al)Esempio
Riciclo (alluminio secondario)~0,5Rottami – ~5% dell’energia della produzione primaria
Energia idroelettrica~2–4Canada (Québec), Norvegia
Gas naturale~6–10Golfo Persico
Media mondiale~14,8IAI (2023)
Carbone~16–20Parte della capacità cinese

Fonte: International Aluminium Institute; dati dei produttori / CarbonChain (valori indicativi).

La decarbonizzazione procede su due fronti. Il primo è l’energia «verde» nelle fonderie (idroelettrico, rinnovabili). Il secondo, rivoluzionario, è l’anodo inerte: nella tecnologia ELYSIS (joint venture tra Rio Tinto e Alcoa) l’anodo non si consuma, ma libera ossigeno anziché CO₂, eliminando le emissioni dirette del processo di elettrolisi. La tecnologia sta passando dalla fase dimostrativa alla scala industriale negli impianti di Rio Tinto in Québec, e nel 2019 Apple ha acquistato il primo lotto di alluminio prodotto con questo metodo. È potenzialmente il cambiamento più importante nella produzione dell’alluminio primario dall’introduzione del processo Hall-Héroult.

Riciclo ed economia circolare

Qui l’alluminio rivela la sua seconda natura, quasi ideale. La rifusione dei rottami richiede solo circa il 5% dell’energia necessaria per la produzione primaria (un risparmio di circa il 95%), e il metallo non perde nessuna delle sue proprietà nei cicli successivi – viene talvolta definito un «materiale permanente». L’effetto di scala è spettacolare: circa il 75% di tutto l’alluminio mai prodotto (su circa 1,5 miliardi di tonnellate) è ancora in uso, e ogni anno vengono riciclati oltre 30 milioni di tonnellate di rottami. Il tasso di impiego di materiale riciclato raggiunge circa il 32%, il recupero dai veicoli fuori uso circa il 90% e quello dalle lattine per bevande circa il 75% (2023). Ciò fa del riciclo dell’alluminio uno dei pilastri dell’economia circolare europea e un ambito chiave di attività dei soci della Camera.

CBAM e sicurezza delle materie prime in Europa

L’intensità energetica e l’esposizione alla «rilocalizzazione delle emissioni di carbonio» hanno posto l’alluminio al centro della politica climatica e industriale dell’UE. Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM, Regolamento (UE) 2023/956) è entrato nella fase definitiva il 1° gennaio 2026: gli importatori di alluminio (tra le altre merci) sostengono un costo reale per le emissioni incorporate nel prodotto, in modo da equipararlo al prezzo del carbonio pagato nell’UE nell’ambito dell’ETS. Negli ultimi due decenni l’Europa ha perso circa due terzi della propria capacità di produzione di alluminio primario, diventando un importatore netto. Parallelamente, il Regolamento sulle materie prime critiche (CRMA) ha classificato l’alluminio come materia prima critica e strategica dell’UE, fissando obiettivi per il 2030 (10% estrazione, 40% trasformazione, 25% riciclo, ≤65% di dipendenza da un singolo fornitore).

L’alluminio, l’uomo e la vita quotidiana

A differenza del rame o dello zinco, l’alluminio non è un elemento essenziale per l’organismo, e le sue forme inorganiche presentano una bassa tossicità a livelli di esposizione normali – ed è per questo che vengono impiegate in sicurezza negli imballaggi alimentari, nei fogli di alluminio e nelle pentole. Nell’ambiente quotidiano l’alluminio è onnipresente: lattine e fogli di alluminio in cucina, serramenti e facciate, involucri di apparecchi elettronici, cerchi e parti della carrozzeria, telai di biciclette e conduttori elettrici.

~72,7 Mtproduzione primaria 2024
~95%risparmio energetico nel riciclo
~75%di tutto l’Al ancora in uso
~14,8 timpronta di carbonio per t (CO₂)
660 °Cpunto di fusione
1° gen. 2026inizio della fase definitiva del CBAM

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

Oggi la Polonia non produce alluminio primario su scala significativa – a pesare in modo decisivo sono l’intensità energetica e i costi dell’energia elettrica. È però un trasformatore e riciclatore di rilievo in Europa: nell’estrusione di profilati, nella laminazione e nel recupero dell’alluminio dai rottami. È proprio in questi anelli – trasformazione e riciclo – che risiede il vantaggio della Polonia nella catena del valore. Con il CBAM e il CRMA l’importanza di questo potenziale cresce: il riciclo a basse emissioni di carbonio sta diventando una risorsa strategica, e gli importatori polacchi di prodotti in alluminio sono soggetti a nuovi obblighi. La Camera rappresenta il settore a livello nazionale ed europeo.

Leggero nell’uso, pesante nella fusione, quasi eterno nel ciclo – l’alluminio è la cartina di tornasole della nostra capacità di conciliare l’industria con il clima.
Zinco Zn30
Lo scudo invisibile · l’elemento della vita
04 · Zinco

Lo zinco è un metallo che protegge, cura e nutre – e lo fa in modo quasi invisibile. Come rivestimento dell’acciaio salva ogni giorno dalla corrosione infrastrutture del valore di miliardi di euro; come micronutriente è essenziale alla vita dell’uomo e delle piante; come vettore energetico sta entrando proprio ora nel mondo delle batterie sicure. Il quarto metallo più utilizzato al mondo raramente conquista le prime pagine, eppure il suo ruolo – da un ponte a una cellula del corpo umano – è fondamentale.

Proprietà

Lo zinco (Zn) è un metallo bianco-azzurrognolo con un punto di fusione moderato (419,5 °C) e una densità di circa 7,14 g/cm³. Il suo «superpotere» più importante è di natura elettrochimica: lo zinco è più elettronegativo del ferro, per cui a contatto con l’acciaio si corrode «per primo», sacrificandosi per proteggere il metallo sottostante. È proprio questa proprietà a stare alla base della zincatura. Lo zinco è anche un componente dell’ottone (una lega con il rame) e dell’ossido di zinco (ZnO), onnipresente nella gomma, nei cosmetici e in medicina.

Dall’ottone alla zincatura – breve storia

Lo zinco ha accompagnato la civiltà molto prima di ricevere un nome. L’ottone – una lega di rame e zinco – era noto già nell’antichità, e la produzione metallurgica dello zinco fu sviluppata in India (intorno al XII secolo) e in Cina. In Europa lo zinco fu isolato come metallo a sé stante solo nel XVIII secolo, e la zincatura a caldo industriale – fondamentale per la rivoluzione industriale – fu brevettata nel XIX secolo. Dalle campane e dagli ornamenti lo zinco è così passato al ruolo di silenzioso custode delle infrastrutture in acciaio.

Mercato e produzione – geografia e prezzi

La produzione mineraria mondiale di zinco è di circa 12 milioni di tonnellate all’anno. Il leader è la Cina (circa 4 milioni di t e riserve di circa 46 milioni di t), mentre ai primi posti figurano il Perù (circa 1,3 milioni di t) e l’Australia (circa 1,1 milioni di t); l’Australia detiene le maggiori riserve al mondo (circa 64 milioni di t). Le riserve mondiali raggiungono circa 230 milioni di t e le risorse circa 1,9 miliardi di t – l’offerta di zinco è quindi relativamente diversificata.

PaeseEstrazione 2024 (kt)Riserve (kt)Note
Cina~4.000~46.000Primo produttore; dominante nella fusione
Perù~1.300~20.000Principale esportatore di concentrati
Australia~1.100~64.000Maggiori riserve al mondo
India~860~9.800Produzione in crescita
Messico~700~14.000Importante produttore latinoamericano
Mondo (dati arrotondati)~12.000~230.000Risorse ca. 1,9 mld t

Fonte: U.S. Geological Survey, Mineral Commodity Summaries 2025 (dati 2024, arrotondati).

La produzione mondiale di zinco raffinato nel 2024 è stata di circa 13,7 milioni di tonnellate (in calo dell'1,8% a causa della limitata disponibilità di concentrati), a fronte di un consumo di circa 13,8 milioni di t – il mercato ha quindi chiuso con un deficit di circa 164.000 t. Il prezzo medio a pronti (cash) al LME nel 2024 è stato di circa 2.780 USD/t.

Applicazioni – la struttura degli impieghi

Il profilo di impiego dello zinco è chiaramente dominato da un’unica applicazione – la zincatura (circa il 60%). Seguono le leghe di zinco (pressofusione), i composti di zinco (principalmente l’ossido di zinco), l’ottone e il bronzo, nonché i semilavorati. È un metallo dalla duplice natura: al tempo stesso «custode industriale» dell’acciaio e versatile ingrediente chimico.

ApplicazioneQuota mondiale (2024)Ruolo
Zincatura~60%Protezione dell’acciaio dalla corrosione (rivestimento di zinco)
Leghe di zinco~15%Pressofusione
Composti di zinco~11%Ossido di zinco (ZnO): gomma, cosmetici, medicina
Ottone e bronzo~9%Leghe con il rame
Semilavorati~4%Lamiere, fili, profilati
Altro~1%Tra cui fertilizzanti, prodotti chimici
Minerale (sfalerite) Concentrato + metallurgia Zinco raffinato Zincatura · riciclo

Zincatura – lo scudo anticorrosione invisibile

Il ruolo più importante dello zinco è proteggere l’acciaio dalla corrosione. Nella zincatura (di solito a caldo) il rivestimento di zinco agisce come anodo sacrificale: poiché lo zinco è più elettronegativo del ferro, si corrode per primo e protegge l’acciaio anche dove il rivestimento è danneggiato (protezione catodica). Grazie a ciò ponti, tralicci delle linee elettriche, barriere stradali e strutture in acciaio durano decenni di più. È un’ingegneria «silenziosa» di enorme valore: una piccola quantità di zinco prolunga la vita di tonnellate di acciaio e rinvia i costi della loro sostituzione. Nell’industria automobilistica la zincatura in continuo delle lamiere protegge le carrozzerie, mentre nell’edilizia e nel settore energetico protegge tutte le infrastrutture esposte agli agenti atmosferici.

Lo zinco nella salute e nell’agricoltura – l’elemento della vita

Lo zinco è un micronutriente essenziale – componente di oltre 300 enzimi, fondamentale per l’immunità, la crescita e lo sviluppo neurologico, soprattutto nei bambini. L’organismo di un adulto contiene solo circa 2–3 g di zinco (assunzione di circa 8–11 mg/giorno), eppure la sua carenza è uno dei maggiori problemi nutrizionali del mondo: a seconda delle stime, mette a rischio tra circa il 17% e un terzo della popolazione mondiale, e l’OMS la definisce «un problema di sanità pubblica». Secondo la campagna «Zinc Saves Kids» dell’IZA (con l’UNICEF), alle conseguenze della carenza sono legati circa 450.000 decessi all’anno di bambini sotto i cinque anni. Le radici del problema affondano nel suolo: secondo la FAO lo zinco è il micronutriente più frequentemente carente nei suoli del mondo – la carenza interessa oltre il 50% dei suoli agricoli. I fertilizzanti a base di zinco sono un rimedio semplice ed efficace.

Accumulo di energia e nuove tecnologie

Un capitolo della storia dello zinco rivolto al futuro si sta scrivendo nel settore energetico. Le batterie allo zinco – zinco-aria, zinco-ione, nichel-zinco e zinco-bromo – sono una tecnologia emergente e promettente per l’accumulo stazionario di energia. I loro punti di forza sono la sicurezza (elettrolita acquoso, senza il rischio di incendio tipico delle celle agli ioni di litio), il basso costo, l’abbondanza della materia prima e la riciclabilità.

TecnologiaCaratteristicheApplicazioni
Zinco-aria (Zn-aria)Alta densità energetica, basso costoApparecchi acustici, accumulo di più ore
Ioni di zinco (Zn-ion)Elettrolita acquoso, sicurezzaAccumulo stazionario, rete
Nichel-zinco (Ni-Zn)Non infiammabile, alta potenzaAlimentazione di riserva, data center
Zinco-bromo (Zn-Br)Batteria a flusso, scalabileAccumulo di rete

Fonte: U.S. Department of Energy; rassegne scientifiche (tecnologie emergenti, caratteristiche indicative).

Con la crescita della quota di rinnovabili aumenta la domanda di sistemi di accumulo di energia sicuri con autonomia di più ore e di alimentazione di riserva non infiammabile (ad es. nei data center) – nicchie in cui lo zinco può integrare e, in alcuni casi, sostituire il litio. Si tratta al tempo stesso di una nuova fonte strategica di domanda per un metallo finora associato soprattutto alla protezione dell’acciaio.

Riciclo ed economia circolare

Come tutti i metalli, lo zinco è riciclabile al 100% senza perdita di proprietà. Circa il 30% dello zinco in uso proviene già dal riciclo, e viene recuperato, tra l’altro, dai residui della zincatura e – aspetto di particolare importanza per il settore – dalle polveri dei forni elettrici ad arco (EAF) generate nella produzione dell’acciaio. Il riciclo dello zinco chiude il ciclo tra l’industria siderurgica e quella dei metalli non ferrosi e riduce la pressione sull’estrazione primaria.

Zinco, regolamentazione e sicurezza delle materie prime

A differenza del rame e dell’alluminio, lo zinco non figura nell’elenco UE delle materie prime critiche – la sua offerta è relativamente diversificata dal punto di vista geografico. Resta comunque una materia prima di grande importanza economica, e la fonte autorevole di dati di mercato è l’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG); i composti di zinco sono disciplinati dal regolamento REACH dell’UE. Il deficit strutturale del mercato e la concentrazione della trasformazione in Cina fanno sì che la sicurezza degli approvvigionamenti di zinco resti rilevante per l’industria siderurgica e automobilistica europea – da qui il ruolo crescente del riciclo e della capacità metallurgica interna.

~12 Mtproduzione mineraria mondiale (4° metallo)
~60%quota della zincatura negli impieghi
~1/3della popolazione a rischio di carenza (OMS)
>50%dei suoli agricoli carenti di zinco (FAO)
~30%zinco riciclato (riciclabile al 100%)
~7%quota del gruppo polacco sul mercato UE

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

La Polonia ha con lo zinco un legame speciale e secolare. L’Alta Slesia è stata uno storico distretto zinco-piombifero, ma l’estrazione del minerale (area di Olkusz e Bukowno) è in gran parte cessata con l’esaurimento dei giacimenti. Oggi l’industria polacca dello zinco si basa sulla metallurgia e sul riciclo: comprende il Gruppo ZGH «Bolesław» (parte di Stalprodukt) e Huta Cynku «Miasteczko Śląskie» – l’unico stabilimento per lo zinco fuori dall’Asia che utilizza l’Imperial Smelting Process (ISP), producendo contemporaneamente zinco e piombo e recuperando zinco, piombo, cadmio e argento dalle polveri di acciaieria. Il gruppo polacco dello zinco rappresenta circa il 7% del mercato europeo, e il suo profilo – metallurgia più riciclo dei rifiuti siderurgici – si inserisce pienamente nell’economia circolare. La Camera rappresenta questo potenziale a livello nazionale ed europeo.

Custode invisibile dell’acciaio, elemento essenziale della vita e speranza per batterie sicure – lo zinco lavora proprio dove meno si vede.
Piombo Pb82
Campione dell’economia circolare
05 · Piombo

Nessun altro metallo dimostra la forza dell’economia circolare in modo così evidente come il piombo. Il mondo consuma circa 13,5 milioni di tonnellate di piombo raffinato all’anno, ma solo circa 4,3 milioni di tonnellate provengono dalle miniere – la differenza è coperta dal riciclo. È un metallo dai due volti: tossico e giustamente eliminato da benzina, vernici e tubazioni, ma al tempo stesso – sotto forma di batteria al piombo-acido – il prodotto di consumo più riciclato al mondo, che opera in un ciclo chiuso quasi perfetto.

Proprietà

Il piombo (Pb) è un metallo pesante, tenero e malleabile, di colore grigio-azzurrognolo. La sua densità (circa 11,34 g/cm³) è tra le più elevate dei metalli di uso comune, il che – insieme all’elevato numero atomico – ne fa un’eccellente schermatura contro le radiazioni ionizzanti (medicina, energia nucleare). Il basso punto di fusione (327,5 °C), la resistenza alla corrosione e la facilità di formatura lo hanno reso facile da lavorare fin dall’antichità. Il nome latino del piombo, plumbum, sopravvive nella parola inglese «plumber» (idraulico).

Dal plumbum alla batteria – breve storia

Il piombo fu uno dei primi metalli fusi dall’uomo. Nell’antica Roma veniva utilizzato per costruire tubazioni dell’acqua, recipienti e sigillature. Per gran parte del XX secolo il piombo è stato onnipresente – nelle vernici, nelle leghe per saldatura, nelle tubazioni e come additivo antidetonante della benzina. La consapevolezza della sua tossicità ha però portato all’eliminazione sistematica di questi impieghi, culminata nell’abbandono globale della benzina con piombo. Il piombo non è tuttavia scomparso dall’economia – si è trasferito nel ciclo chiuso e sicuro delle batterie.

Mercato e produzione – geografia e prezzi

La produzione mineraria mondiale di piombo è di circa 4,3 milioni di tonnellate all’anno. Il leader è la Cina (circa 1,9 milioni di t), mentre l’Australia detiene le maggiori riserve (circa 35 milioni di t). Le riserve mondiali raggiungono circa 96 milioni di t e le risorse identificate oltre 2 miliardi di t – spesso in giacimenti condivisi con zinco, argento o rame.

PaeseEstrazione 2024 (kt)Riserve (kt)Note
Cina~1.900~22.000Primo produttore; dominante nella fusione
Australia~430~35.000Maggiori riserve al mondo
USA~300~4.600Nessuna fusione primaria dal 2013 (solo secondaria)
Perù~270~5.000Primo produttore latinoamericano
Messico~180~5.600Produttore e trasformatore di rilievo
Mondo (dati arrotondati)~4.300~96.000Risorse oltre 2 mld t

Fonte: U.S. Geological Survey, Mineral Commodity Summaries 2025 (dati 2024, arrotondati).

Il dato più eloquente riguarda la produzione raffinata: circa 13,5 milioni di tonnellate – oltre tre volte la produzione mineraria. La differenza è coperta dal riciclo, principalmente delle batterie esauste. Negli Stati Uniti l’ultima fonderia primaria ha chiuso nel 2013 e l’offerta interna si basa oggi su materiale secondario. Il prezzo medio nordamericano nel 2024 è stato di circa 110 centesimi per libbra (circa 2.400 USD/t).

Applicazioni – la struttura degli impieghi

La struttura degli impieghi del piombo è oggi estremamente concentrata: circa l'85% è destinato alle batterie al piombo-acido. Il resto va a schermature contro le radiazioni e laminati, leghe, pigmenti e composti, e munizioni – mentre molti impieghi del passato (leghe per saldatura, pigmenti) vengono progressivamente abbandonati. Il piombo è così passato da metallo «versatile» a vettore energetico specializzato.

ApplicazioneQuota mondialeRuolo
Batterie al piombo-acido~85%SLI, industriali (UPS), trazione
Schermature e laminati~5%Schermatura dalle radiazioni, lastre (medicina, energia)
Leghe e saldature~3%Soppiantate dalle leghe saldanti senza piombo
Pigmenti e composti~3%Stabilizzanti, vetro, ceramica
Munizioni e pallini~2%Applicazioni balistiche
Altro~2%Tra cui sigilli, contrappesi
Piombo (metallurgia) Produzione di batterie Utilizzo Riciclo ≈ 99%

La batteria al piombo-acido – il volano dell’economia

Inventata nel 1859, la batteria al piombo-acido resta una delle tecnologie energetiche più importanti al mondo. Svolge tre ruoli principali: avviamento (SLI) – in quasi tutti i veicoli con motore a combustione; alimentazione di riserva – nelle telecomunicazioni, nei data center, nei sistemi UPS e negli ospedali; trazione – nei carrelli elevatori e nei veicoli a bassa velocità. Nonostante la diffusione delle celle agli ioni di litio, è proprio il piombo a garantire l’avviamento e l’alimentazione di riserva di innumerevoli sistemi critici.

Tipo / impiegoCaratteristicheDove si usa
SLI (avviamento, illuminazione, accensione)Elevata corrente di spuntoQuasi tutti i veicoli a combustione
Industriali (standby)Alimentazione di riserva affidabileTelecomunicazioni, data center, UPS, ospedali
TrazioneCicli di scarica profondaCarrelli elevatori, veicoli a bassa velocità
Start-stop / piombo-carbonioCicli frequenti, basso costoVeicoli start-stop, accumulo presso impianti rinnovabili

Fonte: International Lead Association; Battery Council International.

Riciclo – il campione dell’economia circolare

Qui il piombo non ha rivali. Le batterie al piombo-acido raggiungono un tasso di riciclo di circa il 99% e sono il prodotto di consumo più riciclato negli Stati Uniti – davanti alle lattine di alluminio. Una tipica batteria nuova è composta per oltre l'80% da materiale riciclato, e il piombo secondario è chimicamente identico a quello primario e può essere recuperato all’infinito. Questo ciclo «produzione–uso–riutilizzo» viene citato dal World Economic Forum e dal MIT come l’esempio di economia circolare di maggior successo al mondo – un modello per le tecnologie di batterie più recenti. È anche uno dei pilastri del settore del riciclo dei metalli non ferrosi rappresentato dalla Camera.

Tossicità e regolamentazione – i due volti del piombo

Il piombo è un metallo tossico e il suo rilascio incontrollato danneggia la salute (il sistema nervoso, lo sviluppo dei bambini) e l’ambiente. Per questo nel 2021 si è concluso a livello globale l’uso della benzina con piombo – il culmine di una campagna dell’UNEP durata circa 20 anni, che dovrebbe prevenire oltre 1,2 milioni di morti premature all’anno – e in precedenza il piombo era stato eliminato da vernici, tubazioni e leghe per saldatura. Il piombo e i suoi composti sono soggetti ai rigorosi requisiti del regolamento REACH dell’UE. Il contrasto chiave: la minaccia non è il piombo nel ciclo chiuso e controllato delle batterie (dove viene raccolto e rifuso in sicurezza), bensì i suoi impieghi dispersivi del passato e il riciclo informale e incontrollato in alcune regioni del mondo. Un’industria del riciclo moderna e regolamentata non è quindi il problema, ma la soluzione.

Accumulo di energia e nuove tecnologie

Sebbene sia il litio ad attirare l’attenzione dei media, il piombo continua a evolversi. Le batterie al piombo-carbonio e le soluzioni avanzate al piombo sono impiegate nell’accumulo di energia presso gli impianti a fonti rinnovabili, nell’alimentazione di riserva e nei sistemi start-stop che riducono le emissioni dei veicoli. I punti di forza del piombo sono il basso costo, la sicurezza, una tecnologia matura e – aspetto cruciale – la più bassa impronta di carbonio di produzione e un sistema di riciclo pienamente sviluppato tra le tecnologie di batterie. In molte applicazioni stazionarie il piombo resta un’alternativa razionale e complementare al litio.

Piombo e sicurezza delle materie prime

A differenza del rame e dell’alluminio, il piombo non figura nell’elenco UE delle materie prime critiche – la sua offerta è diversificata e basata in larga misura sul riciclo, il che accresce la resilienza della catena di approvvigionamento. Resta tuttavia una materia prima di grande importanza economica, indispensabile per l’industria automobilistica e per l’alimentazione di riserva delle infrastrutture critiche. Il fatto che l’offerta poggi sul ciclo secondario rende il piombo un esempio emblematico di «materia prima da riciclo»: un Paese dotato di moderne capacità di trattamento diventa in larga misura indipendente dalle importazioni di minerale.

~4,3 Mtproduzione mineraria mondiale
~13,5 Mtproduzione raffinata (>3× l’estrazione)
~85%quota delle batterie negli impieghi
~99%tasso di riciclo delle batterie (il più alto)
2021fine della benzina al piombo nel mondo
>80%contenuto riciclato in una batteria nuova

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

Il piombo polacco ha due fonti. Il piombo primario si ottiene come sottoprodotto della lavorazione dello zinco (Huta Cynku «Miasteczko Śląskie», con il processo ISP che produce contemporaneamente zinco e piombo) e del rame (KGHM, Głogów/Legnica). Il secondo pilastro, oggi dominante, è il riciclo delle batterie: Orzeł Biały S.A. di Piekary Śląskie è il maggiore produttore polacco di piombo raffinato e il leader nel riciclo delle batterie al piombo-acido esauste, e fornisce piombo e leghe ai produttori di batterie. Il profilo del piombo polacco – lavorazione e, soprattutto, riciclo – si inserisce pienamente nell’economia circolare. La Camera rappresenta questo potenziale a livello nazionale ed europeo.

Tossico se disperso, sicuro in un ciclo chiuso – il piombo è la prova migliore che a decidere della nocività non è il metallo, ma il modo in cui lo si gestisce.
47 Ag
Il metallo prezioso al servizio dell’industria
06 · Argento

L’argento è un metallo di due mondi. Da millenni è sinonimo di denaro, lingotti e lusso – e al tempo stesso, grazie alla migliore conducibilità elettrica tra tutti i metalli, è oggi una delle materie prime più importanti dell’industria e della transizione energetica. Questa tensione tra il ruolo di tesoro e quello di «cavallo da tiro» dell’elettronica e del fotovoltaico rende l’argento unico: la domanda d’investimento e quella industriale competono per lo stesso flusso limitato di metallo, prodotto per lo più non per l’argento in sé, ma come sottoprodotto di altre miniere.

Proprietà

L’argento (Ag) è un metallo prezioso bianco e lucente dalle proprietà estreme. Ha la più alta conducibilità elettrica e termica tra tutti i metalli e la più elevata riflettività ottica – da qui il suo ruolo nell’elettronica, nei contatti e negli specchi. È duttile, malleabile e resistente all’ossidazione in aria pulita, e presenta una forte azione antibatterica. Una densità di circa 10,49 g/cm³ e un punto di fusione di 961,8 °C completano il quadro. Il simbolo Ag deriva dal latino argentum.

Dalla moneta alla fotografia – breve storia

L’argento è stato uno dei primi metalli conosciuti dall’uomo e per millenni ha svolto la funzione di denaro – veniva coniato in monete, tesaurizzato in lingotti e lavorato per ricavarne vasellame e specchi. Una svolta industriale fu la fotografia classica, basata sugli alogenuri d’argento fotosensibili; oggi questo impiego è quasi scomparso, lasciando il posto all’elettronica e al fotovoltaico. La storia dell’argento è il racconto di un graduale passaggio da simbolo di ricchezza a materia prima tecnologica.

Mercato e produzione – la geografia dell’offerta

La produzione mineraria mondiale di argento è di circa 820 milioni di once (circa 25.500 t) all’anno. Per comprendere il mercato è però fondamentale la struttura dell’offerta: circa il 72–75% dell’argento è prodotto come sottoprodotto dell’estrazione di rame, piombo, zinco e oro. Ciò significa che l’offerta reagisce debolmente al prezzo – quando cala la produzione dei metalli di base, cala anche quella dell’argento. I principali produttori sono Messico, Cina e Perù, e ai vertici figura anche la Polonia (KGHM).

PaeseProduzione 2024 (t, stima)Note
Messico~6.300Primo produttore al mondo
Cina~3.400Grande produttore e consumatore
Perù~3.300Leader in America Latina
Polonia (KGHM)~1.340Tra i principali produttori mondiali (sottoprodotto del rame)
Bolivia~1.300Produttore di rilievo
Cile~1.200Sottoprodotto del rame
Mondo (dati arrotondati)~25.500Circa il 72% come sottoprodotto

Fonte: The Silver Institute / Metals Focus, World Silver Survey 2025; KGHM (valori indicativi).

Minerale di metalli non ferrosi Argento (sottoprodotto) Raffinazione Industria · FV · investimenti

La duplice natura della domanda

La domanda di argento (circa 1,16 miliardi di once nel 2024) si divide in due flussi. Il primo, dominante, è l’industria – un record di 680,5 milioni di once (circa il 58% del totale), soprattutto elettronica e fotovoltaico. Il secondo è la domanda monetaria e d’investimento (monete, lingotti), insieme a gioielleria e argenteria. Questa dualità fa sì che il prezzo dell’argento sia determinato al tempo stesso dal ciclo industriale e dagli umori degli investitori – il che lo rende più volatile dell’oro.

Segmento di domanda (2024)QuotaNote
Industria (elettronica, FV)~58%Record: 680,5 Moz
Gioielleria~18%In aumento del 3% a/a
Investimento (monete, lingotti)~16%Sceso a 190,9 Moz
Argenteria~5%In calo
Fotografia~2%Calo di lungo periodo

Fonte: The Silver Institute, World Silver Survey 2025 (quote indicative).

L’argento nella transizione energetica

Il capitolo più dinamico della storia dell’argento lo sta scrivendo oggi il fotovoltaico. Ogni cella solare al silicio utilizza pasta d’argento per condurre l’elettricità e la quota del fotovoltaico nella domanda industriale di argento è salita da circa l'11% (2014) a circa il 29% (2024) – il segmento del mercato in più rapida crescita. La domanda è sostenuta anche dall’elettromobilità, dalle infrastrutture di rete e dall’intelligenza artificiale (data center). Sebbene i produttori riducano la quantità di argento per cella («thrifting»), il ritmo delle nuove installazioni è più rapido.

Applicazione industrialePerché l’argentoTendenza
Elettronica ed elettrotecnicaMiglior conduttore elettricoSegmento principale; in crescita (IA, 5G)
Fotovoltaico (FV)Pasta d’argento nelle celleCrescita più rapida (~29%)
Leghe per brasatura e saldaturaGiunzioni durevoliStabile
Settore auto (compresi i VE)Contatti, elettronica di bordoIn crescita con l’elettromobilità
Catalizzatori, ottica, specchiReattività e riflettivitàVariabile

Fonte: The Silver Institute, World Silver Survey 2025.

L’argento è così diventato – accanto al rame e all’alluminio – uno dei «metalli della transizione»: più fotovoltaico, elettronica e veicoli elettrici, maggiore è la domanda strutturale di questo metallo prezioso.

Il deficit strutturale – domanda superiore all’offerta

La combinazione di una domanda industriale record con un’offerta rigida, «da sottoprodotto», produce un effetto notevole: il mercato dell’argento è in deficit strutturale per il quinto anno consecutivo. Nel 2024 il deficit è stato di circa 149 milioni di once e quello cumulato nel periodo 2021–2025 è stimato in circa 796 milioni di once – quasi pari a un intero anno di produzione mineraria mondiale. Finora il divario è stato coperto dalle scorte fuori terra, che però sono limitate. L’argento non figura nell’elenco UE delle materie prime critiche; tuttavia, il deficit persistente e il suo ruolo chiave nel fotovoltaico e nell’elettronica lo rendono oggetto di crescente attenzione da parte degli analisti della sicurezza delle materie prime.

L’argento come metallo d’investimento e monetario

L’argento resta un classico strumento d’investimento – sotto forma di monete, lingotti e fondi (ETF). Viene talvolta chiamato «l’oro dei poveri» in quanto alternativa più economica, e il rapporto tra il prezzo dell’oro e quello dell’argento (gold-silver ratio) è un indicatore di mercato molto seguito. Il prezzo dell’argento è tuttavia molto volatile: dopo anni nell’intervallo di circa 20–30 USD/oz, a fine gennaio 2026 ha raggiunto un record nominale di circa 122 USD/oz e a metà 2026 si attesta intorno a 68 USD/oz. I dati sopra riportati hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza in materia di investimenti.

~25.500 tproduzione mineraria mondiale (~820 Moz)
~58%quota dell’industria nella domanda
~29%quota del FV nella domanda industriale
5 annidi deficit strutturale del mercato
~1.340 tproduzione di argento di KGHM
~72%argento come sottoprodotto

Riciclo ed economia circolare

L’argento è interamente riciclabile e il riciclo costituisce un’importante integrazione dell’offerta. Nel 2024 è cresciuto del 6%, raggiungendo circa 194 milioni di once – il livello più alto degli ultimi 12 anni. L’argento viene recuperato, tra l’altro, da catalizzatori esausti (produzione di ossido di etilene), elettronica, gioielleria e argenteria. In una situazione di deficit strutturale il riciclo acquista importanza come fonte stabile e nazionale di metallo – e come uno dei pilastri dell’industria rappresentata dalla Camera.

L’argento e l’uomo – dalla medicina all’azione antibatterica

L’argento è apprezzato da tempo per le sue proprietà antibatteriche: è impiegato nelle medicazioni, nei rivestimenti degli strumenti medicali, nel trattamento delle acque e nei rivestimenti igienici. Non è un elemento essenziale per l’organismo, ma la sua azione biocida ha un reale valore sanitario. Nell’ambiente quotidiano l’argento è presente nell’elettronica, nei contatti, negli specchi e nelle posate – spesso invisibile, eppure onnipresente.

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

Qui c’è motivo di orgoglio: KGHM Polska Miedź è tra i maggiori produttori di argento al mondo. Nel 2024 il Gruppo ha prodotto circa 1.341 t di argento e nel 2025 circa 1.347 t – il che lo colloca ai vertici mondiali. L’argento polacco si ottiene come sottoprodotto della lavorazione del rame (miniere di Lubin, Rudna e Polkowice-Sieroszowice) e viene raffinato nella fonderia di rame di Głogów, dove dal 1993 opera il Reparto Metalli Preziosi. I lingotti KGHM (marchio KGHM HG) hanno le certificazioni COMEX e LBMA Good Delivery. La Polonia non è quindi solo un importante produttore di rame, ma anche uno dei pilastri dell’offerta mondiale di argento. La Camera rappresenta questo potenziale a livello nazionale ed europeo.

Tesoro e materia prima insieme – l’argento dimostra che un metallo prezioso può essere anche il fondamento dell’elettronica moderna e dell’energia verde.
50 Sn
Il metallo che tiene insieme l’economia moderna
07 · Stagno

Lo stagno è uno dei metalli più antichi della civiltà e, al tempo stesso, un silenzioso fondamento dell’era digitale. È proprio lo stagno – sotto forma di lega saldante – a unire i componenti di ogni circuito elettronico, dallo smartphone al pannello fotovoltaico e alla centralina dell’automobile. Viene spesso definito la «colla conduttiva» della tecnologia moderna: poco appariscente, raramente visibile, eppure insostituibile. Sebbene in termini di tonnellaggio lo stagno sia uno dei metalli non ferrosi minori (la produzione mineraria mondiale è di circa 300.000 tonnellate all’anno, contro milioni di tonnellate di rame o alluminio), la sua importanza strategica è sproporzionatamente grande.

Proprietà e curiosità

Lo stagno (Sn, dal latino stannum) è un metallo bianco argenteo con un punto di fusione eccezionalmente basso – 231,9 °C – che scorre facilmente e forma legami durevoli con altri metalli. È proprio questo che ne fa un mezzo di giunzione ideale. Lo stagno è tenero, malleabile, resistente alla corrosione e – nella sua forma inorganica – non tossico: per questo da oltre due secoli protegge gli alimenti nelle scatole di banda stagnata. Il metallo nasconde anche due curiosità: se piegato emette un caratteristico scricchiolio (il «grido dello stagno»), causato dalla geminazione dei suoi cristalli; e al di sotto di circa 13,2 °C lo stagno bianco (β) si trasforma lentamente in una forma grigia (α) fragile e polverulenta – la «peste dello stagno», spiegazione storica dello sgretolamento di bottoni di stagno o canne d’organo nei climi rigidi.

Dall’età del bronzo all’era del silicio

Lo stagno ha alimentato la prima rivoluzione dei materiali della storia. Aggiunto al rame forma il bronzo – una lega più dura e resistente del rame puro, che ha dato il nome a un’intera epoca. La ricerca di giacimenti di stagno (il minerale è la cassiterite) ha plasmato le antiche rotte commerciali e le miniere di stagno della Cornovaglia sono state per secoli uno dei pilastri dell’economia europea. Nel XX secolo lo stagno è passato senza soluzione di continuità dall’età del bronzo all’era dell’elettronica: lo stesso metallo che univa campane e recipienti oggi unisce i microprocessori. Poche materie prime coniugano una continuità storica così profonda con un’applicazione così moderna.

Mercato e produzione – geografia e concentrazione dell’offerta

La produzione mineraria mondiale di stagno è di circa 300.000 tonnellate all’anno. L’offerta è fortemente concentrata dal punto di vista geografico: al primo posto c’è la Cina (circa 69.000 t e le maggiori riserve – circa 1 milione di t), seguita nel gruppo di testa da Indonesia (circa 50.000 t), Myanmar (circa 34.000 t), Perù (circa 31.000 t), Brasile (circa 29.000 t), RD Congo (circa 25.000 t) e Bolivia (circa 21.000 t). Le riserve mondiali superano i 4,2 milioni di tonnellate. Questa concentrazione – unita all’ubicazione di una quota significativa dei giacimenti in aree a elevato rischio geopolitico – rende vulnerabile la catena di approvvigionamento dello stagno. Gli Stati Uniti non estraggono stagno dal 1993 e dipendono quasi interamente dalle importazioni.

Nel 2024 la produzione mondiale di stagno raffinato ha raggiunto circa 371.000 tonnellate, di cui circa il 63% proveniente da appena dieci delle maggiori fonderie – un ulteriore segno di concentrazione. Lo stagno è anche uno dei metalli di base più costosi: nel 2024 il prezzo medio al London Metal Exchange (LME) è stato di circa 30.800 USD per tonnellata, molte volte superiore a quello dello zinco o del piombo.

Applicazioni – dalle leghe saldanti al vetro e agli imballaggi

Oltre la metà dello stagno mondiale (circa il 51%) è destinata alle leghe saldanti – leghe che uniscono i componenti sui circuiti stampati. È lo stagno a collegare fisicamente ed elettricamente ogni circuito: senza di esso non esisterebbe alcuno smartphone, computer o centralina. Per effetto delle normative ambientali, il settore è passato quasi interamente alle leghe saldanti senza piombo (circa il 92% nel 2023), in cui lo stagno ha sostituito il piombo. Un sottile rivestimento di stagno sull’acciaio (banda stagnata) protegge dalla corrosione le lattine per alimenti e bevande – qui entra in gioco un vantaggio fondamentale dello stagno: i suoi composti inorganici non sono tossici.

Oltre alle leghe saldanti, lo stagno forma il bronzo (una lega con il rame), le leghe antifrizione per cuscinetti (babbitt) e additivi per le batterie al piombo-acido che ne migliorano la durata. I composti dello stagno stabilizzano le materie plastiche (PVC) e fungono da catalizzatori. Un impiego poco noto ma affascinante è la produzione di vetro piano con il processo float: una lastra di vetro incandescente si distende su un bagno di stagno fuso, ottenendo una superficie perfettamente liscia – è così che si produce la maggior parte del vetro per finestre nel mondo.

Nuove tecnologie e transizione energetica

Sebbene lo stagno sia un metallo antico, il suo futuro è decisamente moderno. Un noto studio del MIT e di Rio Tinto ha indicato lo stagno come il metallo più influenzato dalle nuove tecnologie – davanti, in quella classifica, al litio e al cobalto. Il motivo è semplice: lo stagno è indispensabile ovunque occorra condurre e unire – nell’elettromobilità, nel fotovoltaico (il cosiddetto solar ribbon rappresenta già circa il 20% della produzione di leghe saldanti), nella tecnologia 5G e nell’accumulo di energia. L’International Tin Association prevede un aumento della domanda di circa il 25% entro il 2035, mentre anni di sottoinvestimenti in nuove miniere spingono il mercato verso deficit strutturali.

Riciclo e ciclo secondario

Come tutti i metalli, lo stagno può essere recuperato ripetutamente senza perdita di proprietà. Il tasso di impiego di materiale riciclato (Recycling Input Rate) è stimato in circa il 34% (2023) e l’offerta secondaria registra livelli record. Lo stagno si recupera, tra l’altro, dai rottami elettronici, dalla distagnazione della banda stagnata (detinning) e dalle leghe; negli Stati Uniti i rottami post-consumo forniscono una quantità pari a circa il 27% del consumo. Il riciclo dello stagno ha un duplice significato: riduce la pressione su un’estrazione primaria vulnerabile e geograficamente concentrata e attenua la dipendenza dalle forniture provenienti da aree ad alto rischio – un ambito direttamente legato all’attività dei riciclatori di rottami elettronici e di metalli non ferrosi, compresi i soci della Camera.

La dimensione etica e normativa – i minerali di conflitto (3TG)

Anche dal punto di vista normativo lo stagno è un metallo particolare. È uno dei quattro cosiddetti «minerali di conflitto» (3TG) – insieme a tantalio, tungsteno e oro. Il regolamento (UE) 2017/821, in vigore dal 1° gennaio 2021, impone agli importatori di stagno (e del suo minerale, la cassiterite) obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, in linea con le linee guida dell’OCSE. L’obiettivo è garantire che il commercio di stagno non finanzi conflitti armati né comporti violazioni dei diritti umani, in particolare nella regione africana dei Grandi Laghi e nel Sud-Est asiatico. Lo stagno figura anche nell’elenco dei minerali critici degli Stati Uniti e l’International Tin Association ne segnala il riconoscimento come materia prima critica o strategica in molte giurisdizioni. Per le imprese ciò significa che lo stagno non è solo una materia prima tecnica, ma è anche soggetto a crescenti requisiti di compliance e di approvvigionamento responsabile.

Lo stagno, l’uomo e la vita quotidiana

Il rapporto dell’uomo con lo stagno è paradossale. I composti inorganici dello stagno hanno una bassa tossicità – ed è per questo che il metallo protegge da tempo gli alimenti in scatola. I composti organostannici, invece, possono essere altamente tossici e molti dei loro impieghi (ad es. come biocidi o stabilizzanti) sono stati limitati nell’UE dalla normativa sulle sostanze chimiche (REACH). È un buon esempio del fatto che la sicurezza non dipende dall’elemento in sé, ma dalla sua forma chimica. Nella vita quotidiana lo stagno è onnipresente, anche se invisibile: unisce i circuiti di un telefono, di un computer e di ogni dispositivo elettronico; protegge gli alimenti nelle lattine; crea la superficie liscia di quasi ogni lastra di vetro (processo float); è presente in campane, sculture e strumenti di bronzo.

231,9 °Cpunto di fusione
~300 ktproduzione mineraria mondiale
~51%quota delle leghe saldanti negli impieghi
~34%tasso di impiego di materiale riciclato
3TGminerale di conflitto (UE)
+25%previsione della domanda al 2035
Paese Estrazione 2024 (kt) Riserve (kt) Note
Cina~69~1.000Primo produttore e maggiori riserve; dominante nella fusione
Indonesia~50n.d.PT Timah; regione di Bangka-Belitung; rischi ambientali significativi
Myanmar~34~700Stato Wa – sospensioni dell’attività estrattiva; materia prima per le fonderie cinesi
Perù~31~130Minsur; fornitore stabile dei mercati occidentali
Brasile~29~420Produzione in crescita
RD Congo~25~120Area soggetta al regolamento sui minerali di conflitto
Bolivia~21~400Storica regione dello stagno (Potosí)
Mondo (dati arrotondati)~300>4.200Forte concentrazione geografica dell’offerta

Fonte: U.S. Geological Survey, Mineral Commodity Summaries 2025 (dati 2024, arrotondati; «n.d.» – dati USGS non disponibili).

Applicazione Quota mondiale (2023) Ruolo
Leghe saldanti~51%Giunzione dei circuiti elettronici; il «legante» di semiconduttori e celle FV
Chimica~18%Stabilizzanti per plastiche (PVC), catalizzatori, composti dello stagno
Banda stagnata~12%Imballaggi alimentari – stagno non tossico
Batterie al piombo-acido~7%Additivi di lega che migliorano la durata
Leghe di rame~5%Bronzo, ottone, leghe antifrizione (babbitt)
Altro~7%Vetro float, getti, altro

Fonte: International Tin Association (quota delle leghe saldanti ~51% confermata; altre quote indicative).

Il contesto polacco e il ruolo della Camera

La Polonia non estrae stagno – non compare nelle classifiche dei produttori dell’USGS – ma ne è importatrice e trasformatrice. Lo stagno ha per l’economia polacca un’importanza indiretta ma reale: come materia prima indispensabile per l’industria elettronica (leghe saldanti), per i produttori di imballaggi (banda stagnata) e per le fonderie. Anche il riciclo dello stagno dai rottami elettronici svolge un ruolo sempre più importante – un ambito di attività di molti soggetti associati alla Camera. Particolarmente rilevante è la dimensione della compliance: gli importatori polacchi di stagno e di prodotti che lo contengono sono soggetti agli obblighi UE in materia di dovere di diligenza relativi ai «minerali di conflitto». La Camera Economica dei Metalli Non Ferrosi e del Riciclo sostiene il settore nell’orientarsi tra questi requisiti e nel costruire catene di approvvigionamento responsabili e resilienti.

Modesto in termini di tonnellaggio, lo stagno tiene letteralmente insieme l’intero mondo dell’elettronica – e collega l’età del bronzo all’era dei semiconduttori.
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Metalli minori, grande importanza

Oltre ai «cinque grandi» esistono più di 45 metalli minori e speciali di enorme importanza per l’alta tecnologia. Lo stagno è la base delle leghe saldanti per l’elettronica – senza di esso non esisterebbe alcun circuito stampato. Il nichel conferisce durabilità agli acciai inossidabili ed è un componente chiave dei catodi delle batterie moderne. Insieme a litio, cobalto e grafite, il nichel forma il gruppo delle «materie prime per batterie» su cui si fonda l’elettromobilità. Molti di questi elementi sono classificati dall’UE come materie prime critiche e strategiche.

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I metalli e l’uomo – biologia, salute, vita quotidiana

Il legame tra i metalli non ferrosi e l’essere umano è letterale e biologico. Il rame e lo zinco sono oligoelementi indispensabili alla vita. L’organismo di un adulto contiene appena 80–120 mg circa di rame – la massa di un cubetto di metallo di circa 2 mm di lato – eppure senza di esso il cervello, il sistema nervoso e il cuore non funzionerebbero correttamente. Il rame è cofattore di oltre una decina di enzimi: partecipa alla produzione di energia nelle cellule, alla formazione del tessuto connettivo e dei vasi sanguigni, al trasporto del ferro e al funzionamento del sistema immunitario. L’assunzione giornaliera raccomandata è di appena 1,3–1,6 mg circa, forniti dalla dieta (frutta a guscio, semi, cacao, frattaglie, legumi).

Inoltre, le superfici in rame e in leghe di rame hanno proprietà antimicrobiche documentate – formalmente registrate in alcune giurisdizioni – ed è per questo che sono sempre più utilizzate dove l’igiene è importante: negli ospedali, nei trasporti pubblici e negli spazi condivisi.

Nella vita di tutti i giorni i metalli non ferrosi sono onnipresenti. Un solo smartphone contiene rame (circuiti e ricarica), alluminio (la scocca), zinco, stagno (saldature) e argento e oro (contatti). Una casa media racchiude chilometri di cavi di rame, elementi in acciaio zincato e serramenti in alluminio. Un’automobile – indipendentemente dal tipo di motorizzazione – contiene decine di chilogrammi di alluminio e rame, oltre a una batteria al piombo-acido.

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Riciclo ed economia circolare

È qui che risiede il vantaggio dei metalli non ferrosi rispetto a quasi tutti gli altri materiali. Le plastiche si degradano a ogni ciclo, la carta perde le sue fibre – il metallo no. I rottami di metalli non ferrosi sono, di fatto, una «miniera urbana»: una materia prima di qualità primaria, già estratta, accumulata nei nostri edifici, veicoli e dispositivi. La produzione secondaria consuma una quantità di energia molte volte inferiore ed emette molta meno CO₂ rispetto all’estrazione e alla lavorazione del minerale.

Metallo Intensità energetica della produzione primaria Risparmio energetico grazie al riciclo Caratteristica chiave
Alluminio~186 GJ/t (mondo); ~14,8 t CO₂/t~95% (riciclo ≈ 5% dell’energia)Basso punto di fusione (660 °C)
RameElevata (estrazione + raffinazione)Significativo; ~35% dell’offerta USA da rottamiMateria prima seconda a pieno titolo
PiomboModerataSignificativo; ~99% delle batterie riciclateCiclo chiuso esemplare
ZincoModerataSignificativo; ~30% dal ricicloRecupero ripetuto

Fonte: International Aluminium Institute; U.S. Geological Survey; International Lead Association; International Zinc Association.

Il riciclo non è dunque un «accessorio» dell’industria dei metalli non ferrosi – ne è un pilastro strategico di pari rango, che riduce la dipendenza dell’Europa dalle importazioni e la pressione ad aprire nuove miniere. È inoltre il cuore dell’attività di gran parte dei soci della Camera.
In sintesi · dati principali
~120 mld €Fatturato annuo dell’industria europea dei metalli non ferrosi e del riciclo; circa 500.000 posti di lavoro nel solo settore dei metalli.
~23 MtProduzione mineraria mondiale annua di rame (USGS, 2024) – la base dell’elettrificazione, delle reti e dell’elettronica.
~95%Risparmio energetico nel riciclo dell’alluminio rispetto alla produzione primaria dalla bauxite.
~99%Batterie al piombo-acido riciclate in Europa – un ciclo chiuso esemplare.
~34 MtRiserve di rame della Polonia secondo l’USGS – paragonabili a quelle della Cina.
10 / 40 / 25Obiettivi CRMA per il 2030: quota del fabbisogno di materie prime strategiche coperta da estrazione, trasformazione e riciclo nell’UE.
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Materie prime critiche, CBAM e sicurezza dell’Europa

L’Unione europea ha riconosciuto l’accesso ai metalli come una questione di sicurezza. Il Regolamento sulle materie prime critiche (CRMA, 2024) individua 34 materie prime critiche e 17 strategiche – tra cui l’alluminio e il rame – e fissa obiettivi vincolanti per il 2030: almeno il 10% del fabbisogno dell’UE dall’estrazione in Europa, il 40% dalla trasformazione e il 25% dal riciclo, limitando al contempo la dipendenza da un singolo fornitore extra-UE a un massimo del 65%.

Il CRMA opera insieme ad altre normative: il meccanismo CBAM copre, tra l’altro, l’alluminio (un prezzo del carbonio sulle importazioni), il Regolamento sulle spedizioni di rifiuti (WSR) disciplina il commercio dei rottami e la Direttiva sulle emissioni industriali (IED) regola le emissioni industriali. Nel marzo 2025 la Commissione ha designato 47 progetti strategici e la Polonia è indicata come fonte di rame dell’UE.

Per l’industria polacca si tratta al tempo stesso di una sfida e di un’enorme opportunità: la Polonia dispone di miniere di rame, di una metallurgia sviluppata e di un forte settore del riciclo – proprio gli anelli su cui l’Europa intende fondare la propria indipendenza nelle materie prime.

Allegato dati · produzione, mercati, riciclo
Metallo Produzione mondiale (annua) Principali produttori Contesto polacco / UE Riciclo
Rame (Cu)~23 Mt estratte; ~27 Mt raffinateCile, RD Congo, Perù, Cina (raffinazione)Polonia: ~410 kt estratte; riserve ~34 Mt (KGHM)100% – senza perdita di proprietà
Alluminio (Al)~72 Mt (primario, 2024)Cina, India, Russia, CanadaUE: grande importatore; il CBAM copre l’alluminio~95% di risparmio energetico
Zinco (Zn)~12 Mt estratte; ~13,7 Mt raffinateCina, Perù, AustraliaProtezione dell’acciaio (zincatura) nelle infrastrutture dell’UE~30% dal riciclo
Piombo (Pb)~4,3 Mt (estratte)Cina, Australia, USACiclo chiuso delle batterie nell’UE~70% dell’offerta da fonti secondarie
Argento (Ag)~25,5 kt estratte; domanda industriale ~680 MozMessico, Cina, Perù, PoloniaKGHM: 2° produttore mondiale (~1.341 t)Recupero da elettronica e industria

Fonte: U.S. Geological Survey, Mineral Commodity Summaries 2025; International Copper Study Group; The Silver Institute; KGHM Polska Miedź S.A. (dati indicativi, arrotondati).

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Il contesto polacco e il ruolo della Camera

La Camera Economica dei Metalli Non Ferrosi e del Riciclo rappresenta l’industria polacca dei metalli non ferrosi e del riciclo – in Polonia e a livello europeo. Riunisce produttori, trasformatori e operatori del commercio di rottami e rifiuti, facendo sì che la voce del settore sia ascoltata là dove si prendono le decisioni normative in materia di transizione energetica, economia circolare e sicurezza delle materie prime.

La conoscenza dei metalli non ferrosi non dovrebbe essere riservata agli specialisti. Quanto meglio si comprende perché rame, alluminio, zinco, piombo e argento sono indispensabili – e quanto valore porta con sé il loro riciclo – tanto più saggiamente si può progettare l’economia del futuro: più pulita, più resiliente e più indipendente. I metalli non ferrosi sono ovunque la vita moderna incontra l’energia, la durabilità e la circolarità.

Cinque metalli – un solo ciclo.

Fonti e metodologia

Il presente documento si basa esclusivamente su fonti della massima affidabilità: dati di istituzioni intergovernative e statistiche pubbliche (U.S. Geological Survey, International Energy Agency), istituti di settore e associazioni dei metalli (International Copper Study Group, International Aluminium Institute, European Aluminium, International Lead Association, International Zinc Association, The Silver Institute, Eurometaux / European Metals), istituzioni dell’UE (Commissione europea, Consiglio dell’UE; regolamento (UE) 2024/1252 – CRMA; regolamento (UE) 2023/956 – CBAM), agenzie per la salute e l’alimentazione (EFSA, EUFIC) e dati ufficiali di produzione di KGHM Polska Miedź S.A. I riferimenti dettagliati ai singoli dati numerici sono riportati nelle note bibliografiche del compendio.

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